|
|
March 05 Pechino pechino. L'aereo e' appena atterrato. Il viaggio e' passato dolce e nostalgico tanto che ad ora non so se fosse nostalgia del passato e del futuro prossimo al ricordo del passato che verra'... Qui Pechino c'e' il sole. Una cosa in comune con casa. Sono fuori l'aereoporto e sorrido, di nuovo... cerco un passaggio in taxi e il mio cinese mi sostenta in queste mansioni. Guardo fuori dal finestrino e mille macchine si fanno superare con i loro visi dagli occhi piccoli. Mille pubblicita' mille grattacieli mille mille mille di tutto. Mi sento anche io a mille. per imitazione numerica. Nessun timore, nessuna preoccupazione, nessuna paura arrivo all'universita'. Il campus. Cammino senza conoscere cio' che ora mi sembra cosi' familiare. cosi' naturale. cosi' mio. La Xi men la porta di mille appuntamenti futuri, la Nan men la porta dell'autista detto Basetta con il suo wolkswagen con marmitta che sbuffa nell'abitacolo e rotoli di cartaigienica come salviette... i campi da tennis, i campi da basket, la palestra, i campi da pallavolo, la piscina, i ping pong, la statua di Confucio, la collinetta... la collinetta. Li' per i primi tre mesi andava una studentessa a suonare il flauto. Mi ricordo della sua musica quando correvo di corsa la strada per andare a mangiare e faceva freddo e lei li' imperterrita a provare provare e provare. Vicino ai campi da basket c'e' La Vita il caffe' qui costa 8 Yuan ed e' buono ma anche i panini al tonno sono interessanti (un panino e una cocacola solo 17 yuan). In questo posto gli italiani dell'universita' si sentono a casa. Io se non ci vado una volta al giorno mi manca... gli italiani dell'universita'... bella gente, davvero... ma ci tornero' in seguito.
Arrivo al Conference, il mio albergo, prendo la camera poso le valigie mi lavo la faccia e esco fuori. Sono curioso, voglio sapere e vedere, e qui c'e' tutto per appagare la mia curiosita'. Mi perdo per le strade. Come al solito, ma sta volta l'ho fatto apposta... tante persone tante faccie tanti laowei (stranieri). i viali grandi, alberati, le biciclette, un sapore buono nell'aria. Poi vado ad incontrare la Prof.ssa Zhao, che cosi' gentilmente mi aveva prenotato la stanza in albergo. La prof.ssa mi offre di insegnare italiano ai suoi studenti in un corso privato a San Li Tun (in dialetto diventa San L' TURRRR). Wow cominciamo bene... (to be continued...) February 28
E tu come stai
Claudio Baglioni
Ho girato e rigirato senza sapere dove andare ed ho cenato a prezzo fisso seduto accanto ad un dolore Tu come stai? Tu come stai? Tu come stai?
E mi fanno compagnia quaranta amiche...le mie carte anche il mio cane si fa forte e abbaia alla malinconia Tu come stai? Tu come stai? Tu come stai?
Tu come vivi, come ti trovi chi viene a prenderti chi ti apre lo sportello chi segue ogni tuo passo chi ti telefona e ti domanda adesso..Tu come stai? Tu come stai? Tu come stai? Tu come stai?
Ieri ho ritrovato le tue iniziali nel mio cuore, non ho più voglia di pensare e sono sempre più sbadato Tu come stai? Tu come stai? Tu come stai?
Tu cosa pensi come cammini chi ti ha portato via chi scopre le tue spalle chi si stende al tuo fianco chi grida il nome tuo chi ti accarezza stanco...
Tu come stai? Tu come stai? Tu come stai?
Tu come stai? Non è cambiato niente no il vento non è mai passato tra di noi, tu come stai? Non è accaduto niente no, il tempo non ci ha mai perduto come stai? Tu come stai?....
Di sole e d'azzurro
Giorgia
A.Fornaciari - M.Vergnaghi - m.Saggese
(2001)
Voglio parlare al tuo cuore, Leggera come la neve Anche i silenzi lo sai, Hanno parole.
Dopo la pioggia ed il gelo, Oltre le stelle ed il cielo Vedo fiorire il buono di noi Il sole e l'azzurro Sopra i nevai.
Vorrei illuminarti l'anima Nel blu dei giorni tuoi più fragili Io ci sarò Come una musica Come domenica Di sole e d'azzurro.
Voglio parlare al tuo cuore Come acqua fresca d'estate Far rifiorire quel buono di noi Anche se tu, non lo sai.
Vorrei illuminarti l'anima Nel blu dei giorni tuoi più fragili Io ci sarò Come una musica Come domenica Di sole e d'azzurro.
Vorrei liberarti l'anima, come vorrei Nel blu dei giorni tuoi e fingere Che ci sarò Come una musica, Come domenica Di sole e d'azzurro.
Voglio parlare al tuo cuore Voglio vivere per te Di sole e d'azzurro.
Cuore di aliante
Claudio Baglioni
Io l'ombra che andò via costeggiando il muro o restando lì l'uomo che cercò la sua profezia dritto nel futuro e poi si smarrì suono di tam tam e io ci ballo su da tutta una vita fulminea come un viaggio in tram che ti siedi giù e è il capolinea io l'onda che si alzò su dal mare scuro dell'umanità l'urlo che si udì quando rimbalzò forte sul tamburo della libertà sogno di colei che è la mia follia e mai questa ferita rimargina e che dai libri miei ha strappato via l'ultima pagina sono acqua di foce ed è una croce non sapere mai se la mia voce è fiume o oceano e non c'è no fiume che due volte sia capace di bagnarmi e darmi pace perché il tempo se ne va e tutto tace io resto qua nell'irrealtà dell'immenso velo del mio cielo a metà sarà una nuova età o solo un'altra età il volo di un eterno istante nel mio cuore di aliante io l'indio che partì nel cammino duro di cercare sé l'arco che lanciò una freccia qui dentro un cuore puro luogo che non c'è sonno di amnesie che non dormo più ma non ho finito di esistere con queste energie cresco la virtù di resistere sono acqua di fonte che al suo monte non può ritornare e il mio orizzonte è solo vivere e vivere da solo come un sasso di un torrente che non ferma la corrente perché il tempo se ne va e lascia niente io resto qua nell'irrealtà dell'immenso raggio del mio viaggio a metà sarà una nuova età o solo un'altra età il volo di un eterno istante nel mio cuore di aliante a combattere il tempo come si fa si può battere solo a tempo di musica non ti abbattere al tempo che se ne va lo puoi battere ancora a tempo di musica sul tempo che va a tempo di musica nel tempo che va io resto qua nell'irrealtà dell'immenso fondo del mio mondo a metà sarà una nuova età o solo un'altra età il volo di un eterno istante nel mio cuore di aliante io a combattere il tempo l'ombra che andò via costeggiando il muro o restando lì l'uomo che cercò la sua profezia dritto nel futuro e poi si smarrì a tempo di musica
Creuza de ma
Fabrizio De André
Umbre de muri, muri de maine' dunde ne vegni, duve l'e' ch'a ne': de'n scitu duve a luna se mustra nua e neutte n'a' puntou u cultellu a gua; e a munta l'ase gh'e' restou Diou, u Diau l'e' in pe e u s'e' gh'e' faetu niu; ne sciurtimmu da u ma pe sciuga' e osse da u Dria, a funtana di cumbi 'nta ca de pria.
E andae, andae, anda ayo; e andae, andae, anda ayo.
E 'nt'a ca de pria chi ghe saia, int'a ca du Dria che u nu l'e' maina': gente de Lugan, facce da mandilla, qui che du luassu preferiscia l'a; figge de famiggia udu de bun che ti peu ammiale senza u gundun.
E andae, andae, anda ayo; e andae, andae, anda ayo.
E a 'ste panse veue cose che daia, cose da beive, cose da mangia? Frittua de pigneu giancu de Purtufin, cervelle de bae 'nt'u meximu vin, lasagne da fiddia ai quattru tucchi, paciugu in aegruduse de levre de cuppi.
E andae, andae, anda ayo; e andae, andae, anda ayo.
E 'nt'a barca du vin ghe naveghiemu 'nsc'i scheuggi, emigranti du rie cu'i cioi nt'i euggi. Finche' u matin crescia da pueilu recheugge fre di ganeuffeni e de figge. Bacan d'a corda marsa d'aegua e de sa che a ne liga e a ne porta 'nte 'na creuza de ma.
E andae, andae, anda ayo; e andae, andae, anda ayo.
Chiedimi se sono felice
Samuele Bersani
(2001)
Felicità improvvisa vertigine illusione ottica occasione da prendere parcheggiala senza frecce o triangolo tutti dormono già e si é spento il semaforo Ieri a te oggi io sono il prossimo quanto durerà io lo chiedo agli altri ma si vede che c'era un filo invisibile se n'è andata via resta la scenografia Felicità, ricordare é un pericolo come si elimina un quintale di fosforo?.
E infatti, infatti non dimentico la mia fotografia e l'amore se non ce l'ho Ripeterei tutto quello che è passato comprese le tue bugie perché le scoprirei molto prima e senza aiuto Precipita dallo spazio un giocattolo di alta robotica è il futuro fantastico Ripeterei tutto quello che m'hai dato comprese le tue bugie perché le scoprirei molto prima e senza aiuto Felicità dichiarata fac-simile dal giudizio che ha rilasciato un orefice quella vera sarà senza un graffio di ruggine
Cercami
Renato Zero
Cercami, come e quando e dove vuoi cercami, è più facile che mai cercami, non soltanto nel bisogno tu cercami, con la volontà e l'impegno, rinventami. Se mi vuoi allora cercami di più tornerò solo se ritorni tu sono stato invadente, eccessivo lo so il pagliaccio di sempre, anche quello era amore però. Questa vita ci ha puniti già troppe quelle verità che ci son rimaste dentro. Oggi che fatica che si fa come è finta l'allegria, quanto amaro disincanto. Io sono qui, insultami feriscimi sono così, tu prendimi o cancellami adesso sì tu mi dirai che uomo mai ti aspetti io mi berrò l'insicurezza che mi dai l'anima mai farò tacere pure lei se mai vivrò di questa clandestinità per sempre.
Fidati, che hanno un peso gli anni miei fidati, e sorprese non ne avrai sono quello che vedi io pretese non ho se davvero mi credi di cercarmi non smettere no. Questa vita ci ha puniti già l'insoddisfazione qua c'ha raggiunti facilmente così poco abili anche noi a non dubitare mai di una libertà indecente. Io sono qui ti seguirò ti basterò non resterò una riserva questo no dopo di che quale altra alternativa può salvarci. Io resto qui mettendo a rischio i giorni miei scomodo sì perché non so tacere mai adesso sai senza un movente non vivrei comunque. Cercami, cercami, non smettere.
Caruso
Lucio Dalla
Qui dove il mare luccica e tira forte il vento su una vecchia terrazza davanti al golfo di Sorrento un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto
Te voglio bene assai ma tanto tanto bene sai e' una catena ormai che scioglie il sangue dint' e' vene sai
Vide le luci in mezzo al mare pensò alle notti la in America ma erano solo le lampare e la bianca scia di un'elica sentì il dolore nella musica si alzò dal Pianoforte ma quando vide la luna uscire da una nuvola gli sembrò più dolce anche la morte Guardò negli occhi la ragazza quegli occhi verdi come il mare poi all'improvviso uscì una lacrima e lui credette di affogare
Te voglio bene assai ma tanto tanto bene sai e' una catena ormai e scioglie il sangue dint'e vene sai
Potenza della lirica dove ogni dramma e' un falso che con un po' di trucco e con la mimica puoi diventare un altro Ma due occhi che ti guardano così vicini e veri ti fanno scordare le parole confondono i pensieri.
Così diventò tutto piccolo anche le notti la in America ti volti e vedi la tua vita come la scia di un'elica
Ah si, e' la vita che finisce ma lui non ci pensò poi tanto anzi si sentiva felice e ricominciò il suo canto
Te voglio bene assai ma tanto tanto bene sai e' una catena ormai che scioglie il sangue dint'e vene sai (2 VOLTE).
Buonanotte fiorellino
Francesco De Gregori
Buonanotte buonanotte amore mio buonanotte tra il telefono e il cielo ti ringrazio per avermi stupito per avermi giurato che e' vero il granturco nei campi e' maturo ed ho tanto bisogno di te la coperta e' gelata e l'estate e' finita buonanotte questa notte e' per te. Buonanotte buonanotte fiorellino buonanotte tra le stelle e la stanza per sognarti devo averti vicino e vicino non e' ancora abbastanza ora un raggio di sole si e' fermato proprio sopra il mio biglietto scaduto tra i tuoi fiocchi di neve e le tue foglie di te buonanotte questa notte e' per te. Buonanotte buonanotte monetina buonanotte tra il mare e la pioggia la tristezza passerà domattina e l'anello resterà sulla spiaggia gli uccellini nel vento non si fanno mai male hanno ali più grandi di me e dall'alba al tramonto sono soli nel sole buonanotte questa notte è per te.
Bella senz'anima
Riccardo Cocciante
R. Cocciante - M.Luberti - A.Cassella
(1974)
E adesso siediti su quella seggiola Stavolta ascoltami senza interrompere è tanto tempo che volevo dirtelo
Vivere insieme a te è stato inutile tutto senz'allegria senza una lacrima niente da aggiungere ne da dividere
Nella tua trappola ci son caduto anch'io avanti il prossimo gli lascio il posto mio povero diavolo che pena mi fa
E quando a letto lui ti chiederà di più glielo concederai perché tu fai così come sai fingere se ti fa comodo
adesso so chi sei e non ci soffro più e se verrai di là te lo dimostrerò e questa volta tu te lo ricorderai
e adesso spogliati come sai fare tu ma non illuderti io non ci casco più tu mi rimpiangerai bella senz'anima.
Bartali
Paolo Conte
Farà piacere un bel mazzo di rose e anche il rumore che fa il cellophane ma un birra fa gola di più in questo giorno appiccicoso di caucciù.
Sono seduto in cima a un paracarro e sto pensando agli affari miei tra una moto e l'altra c'è un silenzio che descriverti non saprei.
Oh, quanta strada nei miei sandali quanta ne avrà fatta Bartali quel naso triste come una salita quegli occhi allegri da italiano in gita e i francesi ci rispettano che le balle ancora gli girano e tu mi fai - dobbiamo andare al cine - - e vai al cine, vacci tu. -
è tutto un complesso di cose che fa si che io mi fermi qui le donne a volte si sono scontrose o forse han voglia di far la pipì. E tramonta questo giorno in arancione e si gonfia di ricordi che non sai mi piace restar qui sullo stradone impolverato, se tu vuoi andare, vai... e vai che il sto qui e aspetto Bartali scalpitando sui miei sandali da quella curva spunterà quel naso triste da italiano allegro tra i francesi che si incazzano e i giornali che svolazzano C'è un po' di vento, abbaia la campagna e c'è una luna in fondo al blu...
Tra i francesi che si incazzano e i giornali che svolazzano e tu mi fai - dobbiamo andare al cine - - e vai al cine, vacci tu! -
Apriti cuore
Lucio Dalla
In questa notte calda di ottobre, apriti cuore non stare li in silenzio senza dir niente non ti sento, non ti sento, da troppo tempo non ti sento e ti ho tenuto lontano dalla gente quanti giorni passati senza un gesto d'amore con i falsi sorrisi e le vuote parole. Ho perfino pensato in questa notte di Ottobre di buttarti via......di buttarti via ah lo so il cuore non e' un calcolo freddo e matematico lui non sa dov'e' che va sbaglia si ferma, e riprende e il suo battito non e' logico e' come un bimbo libero appena dici che non si fa lui si volta e si offende non lasciarlo mai solo come ho fatto io lascia stare il potere, il denaro non e' il tuo Dio o anche tu rimarrai senza neanche un amico Cambierò, Cambierò apriti cuore ti prego fatti sentire Cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente...di niente anche davanti a questo cielo nero di stelle, e ce ne sono stanotte di stelle, forse miliardi, cuore non parli? o sono io che non sento e per paura di ogni sentimento cinico e indifferente faccio finta di niente ma non ho più parole in questa notte di ottobre sento solo lontano un misterioso rumore e' la notte che piano si muove, e tra poco esce il sole
Cambierò, Cambierò apriti cuore ti prego fatti sentire cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente, di niente Cambierò, Cambierò apriti cuore ti prego fatti sentire cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente, di niente Cambierò, Cambierò apriti cuore ti prego fatti sentire cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente, di niente
Amore bello
Claudio Baglioni
C. Baglioni / C. Baglioni - A. Coggio
(1973)
Così vai via non scherzare no... domani via per favore no... devo convincermi però che non è nulla ma le mie mani tremano... in qualche modo io dovrò restare a galla... e così te ne vai... cosa mi è preso adesso? Forse mi scriverai... ma sì è lo stesso...
Così vai via l'ho capito sai... che vuoi che sia se tu devi vai... mi sembra già che non potrò più farne a meno mentre i minuti passano... forse domani correrò dietro il tuo treno... tu non scordarmi mai... com'è banale adesso... balliamo ancora dai... ma sì è lo stesso...
Amore bello come il cielo bello come il giorno bello come il mare amore... ma non lo so dire...
Amore bello come un bacio bello come il buio bello come Dio amore mio non te ne andare...
Perché è così... no non è giusto se è così... se te ne vai... se te ne vai... Perché è così... perché finisce tutto qui tra poco andrai... un lento, l'ultimo oramai...
E fare finta, che ne so?! di essere matto piangere urlare e dire no... non serve a niente, già lo so è finito tutto... e se tu caso mai... ma non mi sente adesso... balliamo ancora dai... ma sì è lo stesso...
Amore bello come il cielo bello come il giorno bello come il mare amore... ma non lo so dire...
Amore bello come un bacio bello come il buio bello come Dio amore mio non te ne andare...
Vai via così... no non è giusto ma è così... sei bella sai... sei bella sai... Vai via così... finisce allora tutto qui fra poco andrai... un lento, l'ultimo oramai...
A mano a mano
Riccardo Cocciante
A mano a mano ti accorgi che il vento Ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso La vecchia stagione che sta per finire Ti soffia sul cuore e ti ruba l'amore
A mano a mano si scioglie nel pianto Quel dolce ricordo sbiadito dal tempo Di quando vivevi con me in una stanza Non c'erano soldi ma tanta speranza
E a mano a mano mi perdi e ti perdo E quello che è stato ci sembra più assurdo Di quando la notte eri sempre più vera E non come adesso nei sabato sera.... Ma...dammi la mano e torna vicino Può nascere un fiore nel nostro giardino Che neanche l'inverno potrà mai gelare Può crescere un fiore da questo mio amore per te
E a mano a mano vedrai che nel tempo Lì sopra il tuo viso lo stesso sorriso Che il vento crudele ci aveva rubato Che torna fedele L'amore è tornato da te....
Mitico amore
Antonello Venditti
A. Venditti
(1988)
Mitico amore, dove sei stato? Sei nel presente o nel passato Sei tutto intero o sei ferito? E quante volte mi hai tradito? Solo le lacrime che fanno male Quando mi stringi sul tuo cuore Sono due lacrime che ci dividono Quando mi prendi e gridi amore Mitico amore dove sei stato? Sei come un angelo smarrito Chi ti ha spezzato? Chi ti ha colpito? Se questa notte chiedi aiuto E' ritornato il tempo Di stare ancora insieme La notte passerà E non avrò paura Di restare qui Come ogni notte ad aspettarti Sì io resto qui, mitico amore. Amore, amore, amore, io ti ringrazio Di questo tempo e questo spazio Mitico sogno dell'universo Ecco mi sono ancora perso. E' ritornato il tempo Di stare ancora insieme La notte passerà E non avrai paura Di restare qui Dentro il mio sogno, ad aspettarmi Sì io resto qui, mitico amore.
when I see you, I smile
when I hear you, I smile
when you are here, I am here.
I laugh and I smile
and I fall in love.
As water in my dreams
everything revives more beautiful
and I can tell you only thanks.
only thanks.
always thanks.
Enrico
quando ti vedo, sorrido
quando ti sento, sorrido
quando ci sei, ci sono.
rido e sorrido
e m'innamoro.
Come acqua nei mie sogni
tutto rinasce piu' bello
e so dirti solo grazie.
solo grazie.
sempre grazie.
In Serbia, dopo la reazione seguita ai fatti del 1848 e la conseguente crisi culturale, ci fu un rinnovato clima di entusiasmo romanticista, con Z.L. Jovanovic (1833\1904), Djura Jaksic , Laza Kostic . Seguì una rapida affermazione della corrente realista con Jakov Ignjatovic , Svetozar Markovic che fu un importante teorico del realismo seguito dagli scrittori della generazione del suo tempo, il gogoliano Milovan Glisic , Laza Lazarevic , Simo Matavulj , S. Sremac (1855\1906), S. Rankovic (1863\ 1899). In poesia Vojislav Ilic che influenzò una intera corrente poetico-letteraria (il vojislavismo) e A. Santic (1868\1924).
In Serbia, after the followed reaction to the facts of 1848 and the consequent cultural crisis, romanticist enthusiasm climate was a renewed, with Z.L. Jovanovic (1833\1904), Djura Jaksic, Laza Kostic. Followed a quick affirmation of the current prosaic with Jakov Ignjatovic, Svetozar Markovic which was an important theorist of the realism followed by the writers of the generation of his time, gogolian Milovan Glisic, Laza Lazarevic, Simo Matavulj, s. Sremac (1855\1906), s. Rankovic (1863\ 1899). In Vojislav Ilic poetry which affected a whole one running poetic-letterature (vojislavismo) and A. Santic (1868\1924).
- Turska Vojislav Ilić
Ko izumrli davno, prada mnom gradovi leže I mirna uboga sela. Sa mračnih domova njini' I drevnih, kamenih platna, vinjaga gusta se vije Il' šumi na visini, I kao prastaro groblje lisnatom vrežom ih krije. Eno na surom visu urvine vekovne stoje Ko strašan, ogroman skelet... Kroz okna njihova pusta Sanjivo šumori vetar i niče visoka trava Sumornog zaborava.
Izgleda, kao da čovek ni rukom dotako nije, Što su stoleća burna odbila u mračnom hodu Sa kula i platna gradskih. Tu gnezdo jeina vije, I zmija odvratno mili i gušter po travnom podu.
Belgrade (Beograd) is the capital of Serbia, having about 1,6 million inhabitants. It is located in the south-east of Europe, in the Balkan Peninsula, at the confluence of the Sava and Danube rivers. It is one of the oldest cities in Europe and since ancient times it has been an important traffic focal point, an intersection of the roads of Eastern and Western Europe.
Belgrade is the capital of Serbian culture, education, science and economy. As a result of its tumultuous history, a lot nations have been living in Belgrade for centuries, and Serbs of Orthodox christian religion are the majority of population (90%). The official language is Serbian, while foreigners are recommended to use English in communication.
|
Belgrade is the centre of culture and art of Serbia. It is Belgrade where our most notable artists create, where over 9.000 theatrical performances, exhibitions, concerts, performance events, and other artistic programs are presented and where prominent authors in the world of art are hosted. Belgrade is the centre of the highest state and national institutions of culture and art: Serbian Academy of Arts and Sciences, the National Library of Serbia, the National Museum, the National Theatre and the University of Arts.
It is Belgrade where the most significant works of architecture are located, with Kalemegdan accommodating Belgrade Fortress, cultural monuments and other immovable cultural treasures, numerous archeological sites with remnants of developed civilization and culture on Belgrade territory from prehistory until this day.
The City of Belgrade is the founder of 34 cultural institutions (10 theatres, 8 institutions for protection of cultural values, 4 libraries, 12 cultural centers and galleries) and the supporter of 2 public companies, at the same time the contributor in the implementation of schedules and scheduled attractions of 101 institutions and artistic associations.
The City of Belgrade is the founder of 9 cultural events (FEST, BITEF, BEMUS, BELEF, International Competition of Music Youth, Festival of Documentary and Short film, October Salon, Joy of Europe, Belgrade Book Fair), and also the supporter of 38 events in the field of culture performed in Belgrade.
The Secretariat of Culture within the City Administration is in charge of culture and art. |
| |
| 





| USEFUL LINKS |




|
The climate in Belgrade is moderate continental, with an average daily temperature of 11.7oC.
Belgrade is in the Central European Time (CET) zone (GMT+1 hour). Summer time counting lasts from end of March until end of October (GMT+2 hour).
The official monetary unit is dinar (RSD), but EURO will do as well.
Belgrade area code for domestic calls is 011, and for international calls it is ++381-11.
  
Grad sumraka / Città del crepuscolo
- Volim ovaj grad
koij te hrani maglom (...) -
Mi piace questa città
che ti nutre con la nebbia
e il cui freddo
gela ogni parola
e riscalda il fiato.
Mi piace questa città
che ti soffoca con il grigiore
e con la voce bassa della tristezza
ti chiama da vie
umide e buie.
Mi piace questa città che porta nell'animo la rovina
sulla quale passi
come attraverso il sotterraneo silenzio
così pieno di rumore.
Mi piace questa città
in cui comprendi l'indifferenza di tutto
città in cui credi
perchè mille gocce di pioggia
ti purificano lo sguardo.
Mi piace questa città
perchè ti regala sogni
e per quanto torbidi siano
lei te li da facilmente
con il suo sporco splendore.
Mi piace questa città
in cui la gente vive di illusioni
città in cui il crepuscolo
mostra chiaramente il suo potere.
Belgrado è il mondo dei dimenticati.
Poesia di Mina Rigonat, (poetessa nata a Belgrado nel 1985); poesia tratta da: Znas, nebo je lepo, Beograd, LOM 2000, trad. it. dal serbo di Irena Rebic
|